Consigli per le/i docenti

Anche le docenti più motivate a rendere accessibili i propri corsi, possono non essere informate su alcune condizioni e avere bisogno di informazioni, strumenti e suggerimenti.

 

Contesto

Il progetto Europeo Autism & Uni ha creato una GUIDA con consigli pratici per aiutare i docenti a rendere le proprie pratiche di apprendimento e insegnamento più accessibili e a costruire relazioni migliori con i propri studenti autistici.

Di seguito una lista di ulteriori suggerimenti per garantire una maggiore accessibilità dei propri corsi e delle rispettive sessioni d’esame, per le persone autistiche e non solo:

  • Disporre una lettera di benvenuto da pervenire via mail o impostata come contenuto nella pagina web del proprio corso, dove si indicano chiaramente le informazioni inerenti al corso stesso. In particolare: presentazione del corso, i libri da studiare (specificando i capitoli d’interesse), altro materiale di studio, le modalità di partecipazione al corso (online, presenza, ibrida, quante ore per ogni modalità), gli obiettivi formativi da raggiungere per ogni modulo/corso, la logistica, tutte le informazioni che possono essere rilevanti a orientarsi e organizzarsi al meglio per la preparazione dell’esame. Anticipare tutte le info possibili è molto utile.

Lettera di benvenuto

  • Disporre la trattazione degli argomenti attraverso vari canali: verbale, visivo, audio. Ad esempio può essere utile accompagnare la spiegazione verbale con una presentazione che utilizza immagini, schemi, riassunti, dispense.
  • Esplicitare nella scheda corso quelle che saranno le modalità di svolgimento dell’esame: colloquio orale/verifica scritta/quiz, luogo, durata.
  • Esplicitare i fattori che determineranno il voto finale. Per fare degli esempi: padronanza dei contenuti, appropriatezza delle definizioni e dei riferimenti teorici, chiarezza argomentativa, dominio del linguaggio specialistico.
  • Esplicitare, in apertura della lezione, la disponibilità a rispondere a domande, quando è previsto che siano poste (durante l’esposizione, nelle pause preposte, alla fine dell’esposizione del docente, dopo la classe fuori aula o in differita, ad esempio facendo pervenire le domande via mail), in quale modalità (alzata di mano, via mail o altro sistema).
  • Cercare di seguire un approccio basato sul Universal Design for Learning (UDL), ovvero offrire agli studenti opportunità multiple e diversificate per partecipare all’apprendimento e per dimostrare la propria comprensione. L’UDL privilegia strategie educative progettate in modo proattivo per supportare percorsi di apprendimento molteplici, piuttosto che concentrarsi sull’adattamento retroattivo di materiali già esistenti per soddisfare i bisogni di un gruppo specifico di studenti.
    Un esempio di progettazione proattiva è offrire a tutti gli studenti diverse opzioni su come presentare il proprio lavoro, in linea con le loro abilità e preferenze comunicative.
    Un esempio di progettazione retroattiva è invece la pratica di apportare adattamenti ragionevoli ai materiali didattici e alle modalità d’esame già esistenti.

Alunna che alza la mano a lezione

  • Chiedere, durante la lezione, se ci sono domande o dubbi, anche se si è specificato che è possibile esplicitarli: alcune persone potrebbero comunque avere difficoltà a comprendere qual è il momento giusto per intervenire o sentirsi sovrastate dal tentativo di prendere la parola delle altre persone.
  • Chiarire che si è disponibili a ricevere richieste di chiarimento via mail oppure prenotando un ricevimento, dato che alcune persone potrebbero non riuscire a gestire la situazione sociale durante la lezione, e rinunciare al confronto che necessitano. Molte persone non pensano che sia consentito chiedere. Dare quindi informazioni chiare ed esaustive sulle modalità con cui è possibile mettersi in contatto con la docente, ad esempio aggiornando la propria pagina sul sito Sapienza e la pagina del proprio corso, nonché ripetendolo a lezione.
  • Avvalersi dell’aiuto delle tutor specializzate, che possono rivelarsi una preziosa risorsa in grado di mediare i bisogni della docente e quelli della discente, in modo da favorire un percorso più accessibile.
  • In generale è utile incoraggiare le discenti a manifestare i propri dubbi e le proprie necessità.

Insegnante che parla con due alunni