L’intervista a Martina N. sulla sua esperienza con i gruppi AMA.
«Quando cresci in una società che dà valore solo alla performance e ai risultati che si dovrebbero raggiungere, non fai caso alla pressione che viene esercitata su di te. Una pressione che ti strangola, che ti costringe a performare, a rendere tutto una continua mostra di te e di come sei in linea con il mondo. Solo che tu in linea con il mondo non lo sei. E questo lo capisci, eh! Lo senti veramente che la vita ti passa davanti fuori sincrono, che rallenta fino ad essere apparentemente statica, che continua a scorrere anche se decidi di ignorarla.
Poi, improvvisamente, arriva la diagnosi e mette sottosopra tutto quello che hai sempre considerato “normale”. Inizi a capire che effettivamente quelli che per gli altri sono traguardi, per te sono prestazioni per le quali devi impegnarti il doppio e non ne comprendi il motivo.
Non è che il gruppo AMA abbia annullato questa pressione; non mi sento meno in competizione con il mondo e non fatico meno di prima, ma ho trovato comprensione mentre prima c’era solo smarrimento, ho trovato coraggio quando prima c’era solo paura e ho trovato supporto. Ho trovato complicità e finalmente qualcuno che dice:” è vero succede anche a me”. Nel gruppo, non mi sono mai sentita esagerata o fuori luogo, mi sono sentita me stessa. Finalmente.
Grazie Enrica per averci aiutati, compresi e guidati in questo percorso. Sappiamo bene quanto sia complesso anche per te. Grazie ai ragazzi e alle ragazze per avermi gentilmente offerto un nuovo punto di vista con cui guardare il mondo anche quando va fuori traiettoria.»
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